sabato 22 ottobre 2016

AH, LE DONNE

"Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese." Gesualdo Bufalino

mercoledì 19 ottobre 2016

CONSAPEVOLEZZA, PADRONANZA,ARMONIA

“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto. Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma. Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente… Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute. Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego. Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati. Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli. Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli. Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta… Senza troppe caramelle nella confezione… Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana. Che sappia sorridere dei propri errori. Che non si gonfi di vittorie. Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo. Che non sfugga alle proprie responsabilità. Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà. L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta. Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone… Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima. Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare. Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono… Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora. Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…” MARIO ANDRADE – Poeta, romanziere, saggista e musicologo brasiliano

mercoledì 16 marzo 2016

HO IMPARATO

Ho imparato molte cose da voi, dagli uomini... Ho imparato che tutti, al mondo, vogliono vivere in cima alla montagna senza sapere che la vera felicitŕ sta in come si sale la china.
GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ

domenica 14 febbraio 2016

- “Virginia tesoro, sento che dovrei scriverti una lunga lettera. Una lettera interminabile. Pagine e pagine. Ma c’è troppo da dire. Troppe emozioni e troppa inquietudine. In realtà tutto si riduce a una cosa assolutamente semplice: vorrei che tu fossi qui.” Vita Sackville-West a Virginia Woolf, 4 febbraio 1926

martedì 9 febbraio 2016

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. Otto von Bismarck

SOLO COME NOI

“Costui che spadroneggia su di voi non ha che due occhi, due mani, un corpo e niente di più di quanto possiede l’ultimo abitante di tutte le vostre città. Ciò che ha in più è la libertà di mano che gli lasciate nel fare oppressione su di voi fino ad annientarvi. Siate dunque decisi a non servire mai più e sarete liberi.” da un discorso del 1530 di Etienne De La Boétie, filosofo, scrittore, politico e giurista francese

martedì 15 settembre 2015

Intelligenza Emotiva

L'intelligenza emotiva è forse la caratteristica più importante, ma sottovalutata, della nostra società. Ci affidiamo alla logica e alla ragione per affrontare la vita di ogni giorno, eppure dopo lunghe pause di riflessione, arriviamo alle stesse conclusioni a cui potremmo giungere in un batter d'occhio senza pensarci troppo. I nostri leader trascurano l'elemento umano di molte questioni socio-poliche e non c'è neanche bisogno che vi indichi la percentuale di divorzi per convincervi che molti di noi non scelgono il partner giusto (e non sono capaci di tenere in piedi le loro relazioni a lungo). Sembra che la gente sia convinta che la cosa più intelligente da fare sia non provare alcuna emozione. Per essere efficienti bisogna essere come macchine, un prodotto dei nostri tempi. Una specie di robot ben oliato, consumista, programmato digitalmente, "non-cosciente" ma totalmente funzionante. E per questo... soffriamo. Ecco quali abitudini adottano le persone capaci di essere consapevoli dei loro sentimenti. Che sanno come esprimere, gestire, scandagliare e modificare le proprie esperienze, perché sono loro il "centro di controllo"della propria esistenza. Sono i veri leader, conducono una vita completa e autentica . Dovremmo prendere spunto dal loro esempio. Ecco le cose che le persone dotate di intelligenza emotiva NON fanno. 1. Non credono che il loro modo di percepire una situazione rispecchi la realtà. Vedono le loro emozioni come delle "risposte" ad una data situazione, non come parametri esatti per valutare quello che sta accadendo loro. Accettanno il fatto che la loro reazione potrebbe avere a che fare più con i loro problemi personali, che con la situazione oggettiva in corso. 2. I loro punti di riferimento emotivi sono dentro di loro. Non vivono le emozioni come se fosse un altro a provarle, come se il problema da risolvere fosse di qualcun altro. Capire che l'origine delle cose che sentono è in loro stessi, li tiene alla larga dal pericolo della passività. Non cadono nell'errore di pensare che "dove l'universo ha sbagliato, l'universo rimedierà". 3. Non presumono di sapere cosa li renderà davvero felici. Dal momento che collochiamo tutti i nostri punti di riferimento nel passato, non abbiamo alcun mezzo per stabilire, adesso, cosa potrebbe renderci davvero felici invece di sentirci solo dei "sopravvisuti" alle esperienze più dolorose. Le persone dotate di intelligenza emotiva lo capiscono e si aprono ad ogni esperienza verso cui la vita le conduce, sapendo che ogni cosa cela un lato positivo ed uno negativo. 4. Non pensano che avere paura sia un errore. Piuttosto, essere indifferenti significa avere intrapreso la strada sbagliata. La paura indica che stiamo cercando di raggiungere qualcosa che amiamo, ma che le nostre convinzioni e le ferite del passato ce lo impediscono (o forse sono lì proprio per essere curate, una volta per tutte). 5. Sanno che la felicità è una decisione, ma non sentono il bisogno di prenderla ogni volta. Non si illudono che la "felicità" sia uno stato di grazia perenne. Si concendono il tempo per esaminare tutto quello che succede loro. Si concedono il lusso di vivere in una condizione di "normalità". In questo stato di "non resistenza", riescono a trovare appagamento. 6. Non lasciano che qualcun altro decida delle loro idee. Capiscono che, subendo il condizionamento sociale, possono essere influenzate da mentalità, pensieri e idee che non appartengono a loro. Per opporsi a questo, scandagliano le loro convinzioni, riflettono sulla loro origine e stabiliscono se quel quadro di riferimento può fare al caso loro o meno. 7. Riconoscono che un autocontrollo infallibile non è un segnale d'intelligenza emotiva. Non trattengono i sentimenti, non cercano di mitigarli al punto di farli sparire. Tuttavia, hanno la capacità di trattenere la loro risposta emotiva finché non si trovano in un ambiente più "appropriato", dove poter esprimere ciò che sentono. Non sopprimono l'emotività, la gestiscono. 8. Sanno che un sentimento non li ucciderà. Hanno raggiunto la forza e la consapevolezza necessarie per sapere che tutte le cose, anche le peggiori, sono passeggere. 9. Non regalano la loro amicizia a chiunque. Vedono la fiducia e l'intimità come qualcosa da costruire, qualcosa da non condividere con tutti. Non sono circospette o chiuse, ma preferiscono agire con consapevolezza e attenzione quando si tratta di fare entrare qualcuno nella loro vita e nel loro cuore. Sono gentili con tutti, ma si concendono a pochi. 10. Non credono che un singolo sentimento negativo possa dominare il resto della loro vita. Evitano di arrivare a facili conclusioni, di proiettare un momento presente nel prossimo futuro, credendo che un periodo di negatività possa caratterizzare il resto della loro vita, invece di essere un'esperienza transitoria e isolata. Le persone emotivamente intelligenti accettano i "giorni no". Si permettono di essere umani. In questo modo, trovano la pace.

martedì 17 febbraio 2015

"La lezione

"S
iamo sempre pronti a sottolineare le figuracce degli altri. Anzi, più che pronti, siamo impazienti di farlo. Stiamo affinando un'abilità tanto straordinaria quanto inutile di cercare il diavolo nei dettagli, tanto che ci capita anche di mettercelo noi il diavolo, quasi presi dall'ansia che debba esserci."

SEMBRA POVERO

<< Poveri sono quelli che mi descrivono così. La mia definizione è quella di Seneca: povero è chi necessita di tanto. Perché chi vuole troppo non è mai soddisfatto. Io sono sobrio, non povero. Sobrio. Vivo con poco, solo di quel che è necessario. Non troppo legato alle cose materiali. Perché? Per avere più tempo! Per fare cosa? Quello che mi piace! La libertà è avere tempo per vivere.Vivere in modo semplice è una filosofia di vita,ma non sono povero.>> Josè "Pepe" Mujica, Presidente dell'Uruguay

venerdì 6 febbraio 2015

VOI NON SIETE NAPOLETANI

" Non siete Napoletani. No, non lo siete. Voi siete quelli che si svegliano presto la mattina e la sera alle nove vanno già a dormire. Non siete Napoletani. Non avete la nostra libertà, nemmeno il nostro coraggio. Indossiamo spesso il dolore altrui, amiamo con facilità. Non sapete cosa sia l’umorismo, non capite cosa vuol dire ridere di gusto di fronte alla vita. Non siete Napoletani. Non vi svegliate davanti al panorama più bello del mondo al mattino. Le vostre finestre non affacciano sul golfo. Non siete Napoletani. La nostra leggerezza, l’ironia, voi non ce l’avete. Non avete lottato per la vostra città, liberandola dalla follia nazista. Non sapete cosa vuol dire difendere la propria terra con le unghie e con i denti. Non potete capire cosa sia amare incondizionatamente i propri luoghi, l’aria, gli odori, i sapori di Napoli. Non avete radici forti. No, non siete Napoletani. Non appartenete al popolo più generoso del mondo, non siete parte di noi. Non avete stima di De Filippo, non ridete alle battute di Totò, non capite la lingua di Troisi e non vi manca Pino Daniele. No, questi geni mancano a noi. Ci mancano come l’aria, come manca il pane in una casa povera. Perché voi, dalle vostre parti, l’immensità di questi grandi artisti ve la sognate. Noi, invece, che l’abbiamo conosciuta, ne sentiamo profondamente l’assenza, perché noi siamo Napoletani. Perché dico queste cose? Perché in mezzo a tutto questo coro di sdegno nei nostri confronti, è doveroso che qualcuno vi dica chiaramente: Col cazzo che voi siete Napoletani! " (Pietro Lembo).

SE PROPRIO LO VUOI

Se vuoi essere felice per un giorno...fai una festa Per due settimane...fai un viaggio Per un anno...coltiva un orto Per una vita...trovo uno scopo degno di essere vissuto.

venerdì 30 gennaio 2015

RITROVIAMOCI

«Quando sei perso, guardati intorno. Dubita di tutto e cancellalo. Hai una sola certezza: tu sei li. Lo sei perché c’è il tuo corpo e tu sei il tuo corpo. Il tuo corpo è spazio che hai attraversato, ma anche tempo che ti ha reso ciò che sei. Il tempo te lo porti scritto addosso: le cicatrici sono parole e le parole sono cicatrici». Paul Auster, “Diario d’inverno”

lunedì 15 dicembre 2014

A NATALE

Mi piacciono le feste di Natale esattamente per la stessa ragione per cui mi manca mia madre: perché entrambe sono state con me generose, illuminate e sagge. Adesso so che, a dicembre, era mia madre a impersonare il Natale. E tutto la evoca, quindi non ho intenzione di sottrarmi all’impegno di ricordarla con allegria; di ritrovarla nelle candele, nei dolci, nella riffa dei regali, nel cosa per chi, nel quante gocce di vaniglia e quanta cannella per che cosa. Molte persone care si rattristano in questi giorni. Non credo sia giusto, anche se le emozioni non sono questione di giustizia, ma di stolta ingiustizia. A ciascuno quello che gli spetta: l’ostinato desiderio di speranza in cui sono stata cresciuta mi obbliga a rispondere con quello che ho ricevuto. Non permetterò, in questi giorni, più tristezza di quella che vorrei evitare di vedere negli occhi degli altri, quella che vorrei evitare di vedere ovunque. {L'emozione delle cose di Angeles Mastretta}

martedì 9 dicembre 2014

lunedì 17 novembre 2014

BRAVE PERSONE

"È questa la sola ragione che può davvero indignare e mobilitare la maggioranza degli italiani. Che sono quasi tutti brava gente: ma di regole e di doveri non capiscono proprio l’essenza, che raramente coincide con i propri comodi". L'amaca di MICHELE SERRA

sabato 15 novembre 2014

Cultura

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri. Antonio Gramsci

lunedì 6 ottobre 2014

NON DIVENTIAMO NOIOSI

"Se si vuole vivere veramente, si deve rischiare clamorosamente, altrimenti la vita non vale la pena di essere vissuta. Se si rischia, si attraversano momenti terribili, ma si impara tanto, si vive di più e si capisce di più. Non si diventa noiosi. La cosa peggiore è proprio diventare noiosi." Françoise Gilot

venerdì 19 settembre 2014

E' FACILE

" well if you want to sing out, sing out and if you want to be free, be free, ' cause there's a million things to be, you know that there are ... You can do what you want the oppirtunity's on and if you can find a new way you can do it TODAY ...you see it's easy" ( Cat Stevens) "beh se si vuol cantare, cantare e se si vuol essere liberi , essere liberi , perché c'è un milione di cose da essere, sai che ci sono... Puoi fare quello che vuoi , l'opportunità c'è, e se si può trovare un modo nuovo, lo puoi fare OGGI...vedi e' facile "

venerdì 25 luglio 2014

Tutte maiuscole portanti

Pensa, Guarda,Cerca,Coltiva,Diffida, Non limitarti,Sorridi.
Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene. Ascolta con clemenza. Guarda con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano. Impara a chinarti su un mendicante, ad accarezzare un cane. Cerca continuamente parole migliori. Impara a sentire l’energia del dolore, della vecchiaia, della povertà e della disperazione. Coltiva il tuo rigore e lotta fino a rimanere senza fiato. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, dai tutto te stesso, senza avarizia, senza remore. Diffida della ragione, dei ragionamenti, della freddezza stitica, dei cuori rinsecchiti. Non limitarti a galleggiare, scendi verso il fondo anche a rischio di annegare. Sorridi di questa umanità che si aggroviglia su se stessa e cedi la strada agli alberi.

venerdì 4 luglio 2014

PRIMA DI TUTTO

Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I problemi non sono eterni e hanno sempre una soluzione. L'unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di Offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l'autostima. Le urla sono l'arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno...... ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento ma ognuno avrà ciò che merita .... Goditi la vita, perché è molto breve, amala pienamente, e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: Prima di discutere, respira; Prima di parlare, ascolta; Prima di criticare, esaminati; Prima di scrivere, pensa; Prima di far male, senti; Prima di arrenderti, prova; Prima di morire, VIVI

giovedì 3 luglio 2014

LAVORATTORI

Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con mani, testa e cuore è un artista.

martedì 10 giugno 2014

SOLO DA QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI

Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"... Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene
. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore". Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è "la vita". Charlie Chaplin

FOTO E PAROLE

Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare. Daniel Pennac

sabato 7 giugno 2014

SAGGI SAGGI

Il saggio non si mette in mostra e perciò risplende. Non si afferma e perciò si manifesta. Non si vanta e perciò gli viene dato merito. Non si gloria e perciò viene esaltato. -Lao Tzu

sabato 31 maggio 2014

CHI SEGNA, VINCE.

LA SQUADRA GIUSTA

«Quando costruisci un team, cerca sempre quelli che amano vincere. Se non riesci a trovarli, allora cerca quelli che odiano perdere». (Ross Perot)

martedì 27 maggio 2014

CONDIVIDI PASSIONI

"Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito". Antoine de Saint-Exupéry

sabato 24 maggio 2014

La fotografia è un'azione immediata; il disegno una meditazione. (Henri Cartier-Bresson)

martedì 6 maggio 2014

L'AMICO INVISIBILE

Si deve avere un'amico invisibile a cui parlare nelle ore silenziose della notte e durante le passeggiate nei parchi. -- Kahlil Gibran

martedì 22 aprile 2014

giovedì 13 marzo 2014

COME UN ASINO NEL POZZO

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L’asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo. Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l’asino. Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L’asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando. La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Ricorda le cinque regole per essere felice: 1- Libera il tuo cuore dall’odio. 2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni. 3- Semplifica la tua vita. 4- Da’ di più e aspettati meno. 5- Ama di più e… accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

lunedì 10 marzo 2014

L'ARTE DEI PICCOLI PASSI

Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi. (Antoine de Saint-Exupèry, Il Piccolo Principe)

venerdì 31 gennaio 2014

CI VUOLE UN ATTIMO

Passare dalla LOTTA alla LOTA e' un attimo

lunedì 27 gennaio 2014

SINCERO CON TE

Tu non hai bisogno di fingere che sei forte, non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene, non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri, se ne avverti la necessità piangi perché è bene che tu pianga fino all'ultima lacrima, poiché soltanto allora potrai tornare a sorridere. Paulo Coelho

giovedì 16 gennaio 2014

Filastrocca dei legami

Tu mi hai legato con un filo di capelli Perché siamo fratelli E tu invece con un filo di radici Perché noi siamo amici E tu con fili nuovi e prodigiosi Perché noi siamo sposi Fili di luce, raggi di legami Un cielo illuminato di richiami Dove ora potrò perdermi nel volo Perché non sono solo

mercoledì 15 gennaio 2014

Non t'amo come se fossi rosa di sale

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. Pablo Neruda

martedì 14 gennaio 2014

NOI NEI LUOGHI

«Noi siamo il nostro luogo, i nostri luoghi: tutti i luoghi, reali o immaginari, che abbiamo vissuto, accettato, scartato, combinato, rimosso, inventato. Noi siamo anche il rapporto che abbiamo saputo e voluto stabilire con i luoghi» (Vito Teti)

giovedì 9 gennaio 2014

COMINCIAMO DA QUI

Ecco una lista di 15 cose senza le quali la tua vita diventerà molto più semplice e soprattutto più felice. Troppo spesso la nostra vita si cristallizza intorno ad abitudini che non ci provocano altro che stress, dolore e sofferenza. E invece di lasciarle andare e permetterci di essere più sereni, ci aggrappiamo ad esse con tutte le nostre forze. Bè, non più! A partire da oggi abbandoneremo tutto quello che non ci serve e abbracceremo insieme il cambiamento. Pronto? Si parte! 1. Lascia andare il bisogno di avere sempre ragione. Siamo in così tanti a non sopportare l’idea di avere torto. Anche a costo di distruggere grandi amicizie o rapporti e causare grosso dolore a noi e agli altri. Non ne vale la pena. Punto! La prossima volta che senti l’urgenza di tuffarti in una zuffa su chi ha torto o ragione, chiediti quello che Dr Wayne Dyer suggerisce: ‘‘Preferisci aver ragione a tutti i costi…oppure essere gentile?’’. Che differenza farà davvero alla fine? Il tuo ego è davvero così grande? 2. Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo. Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere. Permetti a ciascuno intorno a te di rivelarsi per quello che è e vedrai quanto ti sentirai meglio quasi istantaneamente. “Lasciando andare, si ottiene tutto. Il vero vincitore è chi lascia andare.” Lao Tzu 3. Lascia andare il bisogno di trovare un colpevole. Smettila di considerare altre persone o circostanze i responsabili di quello che hai e noi hai, di come ti senti o non ti senti. Smetti di diluire il tuo potere e comincia ad assumerti la responsabilità della tua vita. 4. Lascia andare quelle controproducenti chiacchiere mentali. Quante persone continuano a farsi del male con la loro spirale di pensieri negativi e controproducenti. Non credere a tutto quello che la tua mente ti dice – specialmente se è qualcosa di negativo e controproducente. Tu sei molto meglio di così. Credimi! “La mente è uno strumento superbo, se usato correttamente. Usato male, tuttavia, può avere effetti distruttivi.” Eckhart Tolle 5. Lascia andare le tue credenze limitanti. Su quello che puoi o non puoi fare, su quello che credi sia possibile o impossibile. D’ora in poi, non permetterai più ai tuoi pensieri limitanti di bloccarti nel posto sbagliato. Apri le tue ali e vola! “Una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, è un’idea che trattiene la mente. ” Elly Roselle 6. Smettila di lamentarti. Abbandona una volta per tutte il continuo bisogno di lamentarti per tuuuutte quelle cose – persone, situazioni e circostanze che ti rendono infelice, triste e depresso. Nessuno ha il potere di renderti infelice a meno che tu non glielo permetti. Non è la situazione a scatenare quella sensazione in te, ma è come tu decidi di guardarla. Non sottovalutare mai il potere del pensiero positivo! 7. Lascia andare il lusso di criticare. Lascia andare il bisogno di criticare cose, eventi persone che sono diverse da te o da come te le aspettavi. Siamo tutti diversi, eppure siamo anche tutti uguali. Tutti vogliamo essere felici. Tutti vogliamo amare ed essere amati, e tutti vogliamo essere compresi. Tutti desideriamo qualcosa e quel qualcosa è desiderato da noi tutti. 15 Cose da Sacrificare per Essere Felice 8. Lascia andare il bisogno di impressionare gli altri. Smettila di tentare così disperatamente di sembrare qualcuno che non sei solo per piacere agi altri. Non funziona così. Nel momento in cui ti spogli di tutte le maschere, il momento in cui accetti il vero te, ti accorgerai che le persone saranno attratte a te senza nessuna fatica. 9. Lascia andare la tua resistenza al cambiamento. Il cambiamento è buono. Il cambiamento ti aiuterà a muoverti dal punto A a punto B. Il cambiamento ti aiuterà migliorare la tua vita e anche quella di chi ti circonda. Segui ciò che ti rende felice, abbraccia il cambiamento, no resistergli. “Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te dove c’erano solo muri. ” Joseph Campbell 10. Lascia andare le etichette. Smettila di incollare etichette a cose, persone o situazioni che non comprendi in quanto diverse o strane e prova ad aprire la tua mente, a poco a poco. La mente funziona solo quando è aperta. “La forma più alta di ignoranza si ha quando rifiuti qualcosa solo perché non la conosci affatto.” Dr. Wayne Dyer 11. Abbandona le tue paure. La paura è solo un’illusione. Non esiste – è creata da te. Nella tua mente. Aggiusta l’interno e l’esterno si aggiusterò da sé. “L’unica cosa che dobbiamo temere, è la paura stessa.” Franklin D. Roosevelt 12. Lascia andare le scuse. Invitale a fare i bagagli e dì loro che sono licenziate! Non hai più bisogno di loro. Troppo spesso ci limitiamo a causa delle scuse che produciamo. Invece di crescere e sforzarci di migliorare noi stessi e la nostra vita, restiamo bloccati e mentiamo a noi stessi, usando tutte le scuse possibili e immaginabili… … scuse che il 99.9% delle volte non sono nemmeno reali. 13. Lascia andare il passato. Lo so, lo so. Questo non è facile. Specialmente quando il passato appare molto più sicuro e confortevole del presente, mentre il futuro sembra così spaventoso. Ma quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre. Il passato che tanto desideri – quel passato che adesso continui a sognare – è stato da te ignorato quando era presente. Smettila di ingannarti. Sii presente in ogni singolo momento della tua vita. Dopo tutto la vita è un viaggio non una destinazione. Abbi una visione chiara del futuro, sii pronto, ma sii anche sempre presente nel momento che stai vivendo. 15 Cose da Sacrificare per Essere Felice 14. Lascia andare l’attaccamento. Questo concetto è uno dei più difficile da afferrare per la maggior parte di noi, e devo ammettere che lo è stato anche per me (lo è ancora, per la verità). Ma comprenderlo non è impossibile. Migliorerai gradualmente con il tempo e la pratica. Il momento in cui ti separi da tutte le cose, diventi così sereno, così tollerante, così gentile e così tranquillo. Il che non significa che smetti di amarle, perché amore e attaccamento non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro. L’attaccamento nasce dalla paura, mentre l’amore…bè il vero amore è puro, gentile, e generoso; dove c’è amore non può esserci paura e alla luce di questo, amore e paura non possono coesistere. Raggiungerai un luogo da dove sarai in grado di comprendere tutto senza nemmeno provarci. Uno stadio che va ben oltre le parole. 15. Smettila di vivere una vita all’altezza delle aspettative degli altri. Troppe persone vivono una vita che non appartiene loro. Vivono la propria vita sulla base di cosa gli altri pensano sia meglio per loro. Ignorano la loro voce interiore. Sono così occupati ad accontentare tutti che perdono controllo sulle loro stesse vite. Dimenticano che cosa li rende felici, di che cosa hanno bisogno ed eventualmente.. di sé stessi. Ricorda che hai una sola vita da vivere: quella che stai vivendo in questo momento. Vivila! Possiedila!

mercoledì 8 gennaio 2014

LASCIAMO QUALCOSA DI BELLO

“Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. “ Ray Bradbury - Fahrenheit 451

venerdì 3 gennaio 2014